INPS, Prorogata la tutela per lavoratori in quarantena e lavoratori fragili

Con il Messaggio n. 1667 del 23/04/2021 l’INPS fornisce chiarimenti in merito alle modifiche apportate dal DL n. 41/2021 alla disciplina prevista dall’art. 26 del DL n. 18/2020 riguardo la tutela del trattamento di malattia per i lavoratori del settore privato sottoposti a quarantena con sorveglianza attiva o permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, e all’equiparazione al trattamento di degenza ospedaliera per i periodi di assenza dal lavoro dei lavoratori fragili, laddove la prestazione lavorativa non possa essere resa in modalità agile.

Riguardo i lavoratori fragili, il DL n. 41/2021 ha esteso la loro tutela , inizialmente prevista fino al 15 ottobre 2020, fino al 30/06/2021 andando di fatto a coprire sia il periodo fino al 31/12/2020, sia il periodo dal 01/03/2021 al 30/06/2021 visto che la Legge di bilancio aveva previsto la copertura per i mesi di gennaio e febbraio 2021.

Con riferimento ai lavoratori in quarantena, la Legge di bilancio 2021 ha eliminato definitivamente l’obbligo di esporre nei certificati medici il codice del provvedimento dell’autorità sanitaria che l’ha disposta. Infatti, a seguito del congestionamento dell’attività dei sanitari ospedalieri e delle AA.SS.LL., e di alcuni provvedimenti regionali che hanno delegato ai medici di famiglia la competenza alla disposizione dell’isolamento per quarantena dei lavoratori, equiparando la certificazione prodotta dagli stessi al provvedimento dell’operatore di sanità pubblica. si era creata una situazione caotica e disomogenea, con evidenti ripercussioni sui trattamenti destinati ai lavoratori interessati.

Pertanto, per la gestione dei certificati giacenti pervenuti nel corso del 2020, le Strutture territoriali dell’Istituto provvederanno al riconoscimento della tutela della quarantena con sorveglianza attiva o permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva in tutti i casi in cui sia stato prodotto un certificato di malattia attestante la quarantena, anche laddove non sia stato possibile reperire alcuna indicazione riguardo al provvedimento dell’operatore di sanità pubblica.

Rimangono esclusi quei certificati nei quali la diagnosi riportata è espressamente riferita a “ordinanza dell’autorità amministrativa locale” con impossibilità ad uscire dal territorio comunale per recarsi a lavoro in altro comune, per i quali il DL n. 104 ha previsto la possibilità, per i datori di lavoro, di accedere ai trattamenti di integrazione salariale con causale COVID-19 per i lavoratori interessati.

https://servizi2.inps.it/Servizi/CircMessStd/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualUrl=%2fMessaggi%2fMessaggio%20numero%201667%20del%2023-04-2021.htm