INPS, Esonero contributivo alternativo a CIG ex art. 12 D.L. n. 137/2020, Circolare n. 24 del 11 febbraio 2021 – Prime istruzioni.

Con la Circolare n. 24 dell’11 febbraio, l’INPS fornisce le prime istruzioni in merito all’esonero contributivo alternativo ai trattamenti di integrazione salariale, previsto dall’art. 12, commi 14 e 15, del D.L. n. 137_2020, convertito nella L. n. 176/2020, per il quale si attende l’autorizzazione della Commissione Europea.

Si tratta dell’esonero previsto in alternativa alla fruizione di ulteriori periodi di integrazioni salariali (CIG, CIDG, AO ) legati all’emergenza epidemiologica da COVID-19, per 4 settimane, da fruire entro il 31/01/2021, rivolto a tutti datori di lavoro privati, ad esclusione dei datori di lavoro agricolo e della Pubblica Amministrazione, ai quali sia stato interamente autorizzato l’ulteriore periodo di 9 settimane di integrazioni salariali di cui al D.L. n. 104/2020, che potenzialmente possano beneficiare delle ulteriori 6 settimane di integrazione salariale previste dal D.L. n. 137/2020 (da collocare tra il 16/11/2020 ed il 31/01/2021), nonché i datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dal DPCM del 24 ottobre 2020, che ne ha disposto la chiusura o ne ha limitato l’attività economico produttiva.

Nel caso in cui i datori di lavoro stiano ancora fruendo dell’esonero di cui all’art. 3 del D.L. n. 104/2020, è necessario che rinuncino a fruire del residuo del medesimo esonero e rinuncino ad accedere ad ulteriori trattamenti di integrazione salariale legati all’emergenza epidemiologica in atto. La rinuncia può essere esercitata anche per una sola parte dei lavoratori interessati dall’esonero di cui all’art. 3 del D.L.  n. 104/2020.

In presenza delle condizioni per il riconoscimento, l’esonero compete per unità produttiva per cui, non potranno coesistere esonero e trattamenti di integrazione salariale per la medesima unità produttiva. Inoltre l’Istituto precisa che non rileva il fatto che l’esonero venga fruito per lavoratori diversi da quelli che a giugno 2020 abbiano fruito dell’integrazione salariale, poiché rileva la matricola aziendale (che ne abbia fruito).

L’esonero in argomento, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, è pari alla contribuzione totale a carico del datori di lavoro con esclusione di premi e contributi dovuti all’INAIL, compete sulla contribuzione (in astratto dovuta) sulla retribuzione persa per le ore di integrazione salariale fruite nel mese di giugno 2020, maggiorata dei ratei di mensilità aggiuntive,  sia nel caso che si sia operato mediante conguaglio che con pagamento diretto.

Riguardo la contribuzione esclusa dall’esonero l’INPS specifica che in particolare, non sono oggetto di esonero:

  • I contributi dovuti al Fondo di garanzia TFR;
  • Il contributo dovuto ai Fondi di solidarietà bilaterale di cui al D.lgs. 148/2015, compresi quelli della Provincia autonoma di Trento e della Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige;
  • Il contributo dello 0,30% destinato ai Fondi interprofessionali;
  • I contributi con natura “non previdenziale” e quelli destinati a misure solidaristiche (circ. 40/2018).

L’importo dell’esonero va riparametrato in misura mensile e può essere utilizzato fino a capienza della contribuzione dovuta in ciascun mese in cui si intenda fruirne, quest’ultima considerata al lordo di qualsiasi altra agevolazione.

L’esonero è cumulabile con altri esoneri o riduzioni contributive, nei limiti previsti dalla normativa, mentre non è cumulabile con quelli per i quali sia previsto un espresso divieto di cumulo. Non è quindi cumulabile con l’incentivo strutturale all’occupazione giovanile.

Inoltre, trattandosi di una riduzione totale della contribuzione datoriale, la cumulabilità trova applicazione solo in presenza di un residuo di contribuzione da agevolare.

Con successivo Messaggio l’Istituto fornirà le istruzioni di compilazione delle denunce contributive.

https://www.inps.it/CircolariZIP/Circolare%20numero%2024%20del%2011-02-2021.pdf