INPS, Circolare n. 98 del 03/09/220 – Cigs Contratti espansivi art. 41 D.lgs. 148/2015 – Sperimentazione anni 2019/2020 – Modalità procedurali

Nella circolare n. 98 del 2020, l’INPS espone i riferimenti normativi e operativi riguardanti l’intervento straordinario di integrazione salariale che supporta il contratto di espansione previsto, in via sperimentale per il biennio 2019-2020, dall’articolo 41 del D.lgs n. 148/2015. L’INPS chiarisce durata del trattamento,  modalità di determinazione del contributo addizionale e termine di decadenza per il conguaglio delle prestazioni.

Ne possono usufruire le imprese con organico superiore alle 1.000 unità (già rientranti nell’ambito di applicazione della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria), che si trovino nella necessità di intraprendere percorsi di reindustrializzazione e riorganizzazione, con conseguenti modifiche dei processi aziendali necessari, per recepire e sviluppare attività lavorative a contenuto più tecnico.

Per la determinazione del requisito occupazionale, vanno computati i lavoratori occupati mediamente nel semestre precedente la data di presentazione della domanda di integrazione salariale straordinaria.

 Il numero dei lavoratori in forza riguarda la singola impresa, anche se articolata in più unità aziendali dislocate sul territorio nazionale, e non i gruppi di imprese.

Alla data di presentazione della domanda di concessione i lavoratori devono possedere, presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento, un’anzianità di effettivo lavoro di almeno novanta giorni.

Sono esclusi dall’intervento di Cigs i dirigenti, i lavoratori a domicilio e gli apprendisti con contratto diverso da quello di tipo professionalizzante.

L’intervento può essere richiesto per un massimo di 18 mesi e con l’obbligo di una contribuzione aggiuntiva diversificata, dal 9% al 15%, in funzione dei trattamenti di integrazione salariale già fruiti nel quinquennio mobile.

Le integrazioni erogate dai datori di lavoro sono rimborsate dall’Istituto o vanno conguagliate con la contribuzione dovuta, entro sei mesi dalla fine del periodo di paga in corso alla scadenza del termine di durata dell’autorizzazione o dalla data del provvedimento di

concessione, se successivo. Il predetto termine di decadenza si applica anche laddove la denuncia Uniemens generi un saldo a credito per l’azienda.

L’Istituto espone quindi, le modalità di compilazione dell’Uniemens sia per il conguaglio degli importi erogati ai lavoratori, che della contribuzione aggiuntiva.

https://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2fCircolari%2fCircolare%20numero%2098%20del%2003-09-2020.htm