INPS, Circolare n. 28 del 17/02/2021 – Legge bilancio 2021 – Trattamenti integrazione salariale e sostegno al reddito per emergenza epidemiologica

Con la Circolare n. 28 l’INPS riepiloga le misure previste dalla Legge di bilancio 2021 (L. 178/2020) riguardo gli ammortizzatori sociali ed altre misure di sostegno al reddito legate all’emergenza epidemiologica in atto, specificandone in alcuni casi la portata.

La legge di bilancio ha previsto la proroga delle seguenti misure di sostegno al reddito:

 – per le aziende che cessano l’attività, la possibilità di accedere ad un trattamento CIGS per crisi aziendale per massimo 12 mesi, per gli anni 2021 e 2022 ed entro determinati limiti di spesa.

 – Per i dipendenti di aziende sequestrate o confiscate o sottoposte ad amministrazione giudiziaria, che abbiano subito la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, il trattamento di sostegno al reddito per il triennio 2021 – 2023.

– Per le imprese con rilevanza economica strategica anche a livello regionale, la possibilità di accedere al trattamento CIGS secondo la disciplina di cui al D.Lgs. n. 148/2015.

– Per i dipendenti di imprese dei call center vengono rifinanziate le misure di sostegno al reddito previste dall’art. 44, comma 7, del D.Lgs. n. 148/2015, entro determinati limiti di spesa.

Per quanto riguarda i trattamenti di integrazione salariale legati al COVID-19, sono previste 12 settimane fruibili:

  • dal 1° gennaio entro il 31/3/2021, nel caso di CIG;
  • fino al 30/06/2021 nel caso di CIGD, AO e CISOA.

Viene chiarito che sono inclusi nel diritto ai trattamenti i lavoratori che risultavano in forza alla data del 04/01/2021.

Che possono accedere alle 12 settimane di CIG\CIGD\AO anche le aziende che non abbiano mai fruito di altri trattamenti con causale COVID-19.

Che le eventuali settimane di trattamenti di integrazione salariale richieste e autorizzate in base al D.L n. 137/2020, la cui fruizione si fosse protratta oltre il 1° gennaio 2021, saranno imputate al periodo di 12 settimane previste dalla Legge di bilancio.

Che la causale espositiva per queste ulteriori settimane di integrazione salariale sarà “COVID – 19 L. 178/2020”

Che non è dovuta la contribuzione aggiuntiva prevista dalla precedente normativa emergenziale e che le settimane autorizzate e fruite di trattamenti con causale “COVID – 19 L. 178/2020” non incideranno ai fini della determinazione della misura dell’aliquota del contributo addizionale eventualmente dovuto dal datore di lavoro, per successivi periodi di integrazione salariale o per i residui periodi di integrazione salariale straordinaria sospesa.

Permane invece l’obbligo del versamento del contributo al Fondo Tesoreria dell’INPS, qualora ne ricorrano le condizioni.

Interruzione CIGS e accesso a CIG COVID – 19 L. 178/2020 – Le imprese che alla data del 1° gennaio 2021 hanno in corso un trattamento di cassa integrazione salariale straordinario (CIGS) e che devono ulteriormente sospendere il programma di CIGS a causa dell’interruzione dell’attività produttiva per effetto dell’emergenza epidemiologica in atto possono accedere al trattamento di integrazione salariale ordinario, per una durata massima di 12 settimane, per periodi decorrenti dal 1° gennaio 2021 al 31 marzo 2021, a condizione che rientrino in un settore per il quale sussista il diritto di accesso alla prestazione di cassa integrazione ordinaria. La domanda di integrazione salariale ordinaria deve essere presentata con la nuova causale “COVID – 19 L 178/2020-sospensione Cigs”.

Limitatamente alle causali connesse all’emergenza da COVID-19, è erogata, ove spettante, la prestazione accessoria degli assegni al nucleo familiare (cfr. la circolare n. 88/2020).

Assegno ordinario del FIS – Per quanto riguarda l’assegno ordinario erogato dal Fondo di integrazione salariale, l’Istituto specifica che è concesso anche ai lavoratori dipendenti da datori di lavoro che occupano mediamente più di 5 addetti nel semestre precedente la data di inizio del periodo di sospensione.

Possono presentare richiesta dell’AO erogato dal FIS anche i datori di lavoro che hanno in corso un Assegno di solidarietà, sospendendo e sostituendo quest’ultimo, anche per i lavoratori che ne stanno fruendo, e a totale copertura dell’orario di lavoro. Anche in questo caso il trattamento non potrà superare le 12 settimane.

Assegno ordinario dei Fondi di solidarietà bilaterale e dei fondi del Trentino e di Bolzano- Alto Adige – Sono previste 12 settimane di trattamento fino al 30 giugno 2021.

A parziale modifica di quanto previsto nella circolare n. 47/2020, per i settori per cui sono stati pubblicati i decreti istitutivi dei Fondi di solidarietà di cui all’articolo 26 del citato D.lgs n. 148/2015, con esclusivo riferimento ai trattamenti COVID-19, le domande dovranno continuare ad essere inoltrate ed autorizzate dall’organo preesistente. Conseguentemente, i datori di lavoro che occupano più di 5 dipendenti (datori di lavoro che occupano mediamente più di 5 addetti nel semestre precedente la data di inizio del periodo di sospensione) dovranno continuare ad accedere all’assegno ordinario garantito dal FIS e dal Fondo di Bolzano-Alto Adige, con la causale “COVID -19 L. 178/20”.

I datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti potranno accedere alla cassa integrazione in deroga, secondo le modalità previste per la stessa.

CIGD – La domanda di CIGD – da inviare esclusivamente all’Istituto ai sensi di quanto stabilito dall’articolo 22-quater del decreto-legge n. 18/2020 – dovrà essere preceduta dalla definizione di un accordo sindacale. Sono esonerati dalla definizione del suddetto accordo i datori di lavoro con dimensioni aziendali fino a 5 dipendenti.

Per i lavoratori agricoli il trattamento di CIGD è concesso dal 1° gennaio al 30/06/2021 sempre per un massimo di 12 settimane. Tale trattamento è riservato a quelli con rapporto a T. I. e i giorni di fruizione saranno considerati “lavorati” ai fini del trattamento di disoccupazione.

Per le aziende plurilocalizzate viene fatto un distinguo riguardo l’inoltro delle domande di concessione:

  • le aziende che hanno ricevuto la prima autorizzazione con decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali dovranno inviare la domanda come “deroga plurilocalizzata”.
  • Tutte le altre aziende dovranno trasmettere domanda come “deroga INPS.

Le domande di deroga devono essere trasmesse esclusivamente con riferimento alle singole unità produttive, ad eccezione delle aziende plurilocalizzate che hanno chiesto di accedere al flusso semplificato, per il quale occorre chiedere apposita autorizzazione alla Direzione centrale ammortizzatori sociali.

Non è possibile richiedere per la medesima unità produttiva, e per il medesimo periodo, ammortizzatori diversi tranne nei casi in cui la richiesta di cassa integrazione in deroga riguardi lavoratori esclusi dagli altri ammortizzatori con causale COVID-19 (lavoratori a domicilio, apprendisti, giornalisti, cfr. la circolare n. 86/2020).

CISOA – Il trattamento di integrazione salariale per i lavoratori del settore agricolo è previsto dal 1° gennaio al 30/06/2021 per un massimo di 90 giornate, e possono accedervi anche i datori di lavoro che non hanno richiesto la “CISOA DL Rilancio” e anche per i lavoratori che abbiano già fruito dei 90 giorni di trattamento previsti dal D.L. n. 18/2020.

Le domande vanno trasmesse utilizzando la nuova causale  “CISOA L. 178/20” e per i trattamenti in argomento non rileva se i lavoratori non abbiano accumulato 181 giorni di lavoro nell’anno solare precedente, presso lo stesso datore di lavoro che richiede il trattamento. Anzi, i periodi di integrazione salariale autorizzati ai sensi del D.L. n. 104/2020, e quelli autorizzati ai sensi della Legge di bilancio 2021, sono computati ai fini del raggiungimento del requisito delle 181 giornate di effettivo lavoro.

Termini di trasmissione delle domande e dei Mod. SR41 ed SR43 – il termine per la presentazione delle domande relative ai trattamenti di cassa integrazione (ordinaria e in deroga) e di assegno ordinario, nonché della CISOA, è fissato entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.

In sede di prima applicazione della norma, il termine decadenziale di trasmissione delle domande è fissato al 28 febbraio 2021.

I modelli SR41 ed SR43 dovranno essere trasmessi entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale o entro 30 giorni dalla notifica della PEC contenente l’autorizzazione, qualora questo termine sia più favorevole all’azienda.

L’Istituto infine, nel confermare le modalità di pagamento delle prestazioni, a conguaglio e diretta, in quest’ultimo caso con la possibilità di richiedere l’anticipo della prestazione per il 40% delle ore di integrazione richieste (in tale circostanza, la richiesta di anticipo deve avvenire entro 15 giorni dall’inizio del periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa), fornisce le istruzioni per l’esposizione degli eventi e dei conguagli in UNIEMENS.

https://www.inps.it/CircolariZIP/Circolare%20numero%2028%20del%2017-02-2021.pdf