D.L. n. 104/2020 – Le misure a sostegno delle imprese per la ripresa dell’attività economica

Il DL 104/2020 ha previsto proroghe e nuove misure per gestire la situazione emergenziale legata all’epidemia da COVID-19 per sostenere le attività economiche e d’impresa, nonché i lavoratori.

All’art. 1 sono stati prorogati i trattamenti CIGO, ASO, CIGD (in deroga) e CISOA per sospensioni o riduzioni di orario riconducibili alla pandemia, modificando parzialmente le condizioni d’accesso e la totale gratuità rispetto ai precedenti Decreti Cura Italia e Rilancio.

Il Decreto agosto infatti, concede solo 9 settimane in più rispetto le precedenti a totale carico dello Stato.

Altre 9 possono essere fruite, in alternativa allo sgravio totale per 4 mesi, versando un contributo aggiuntivo variabile dal 9% al 18% della retribuzione persa dai lavoratori interessati.

E’ anche previsto l’esonero dal versamento della contribuzione aggiuntiva, ma soltanto se l’azienda autocertifica una riduzione del fatturato del 1° semestre 2020 superiore al 20% rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente.

La norma prevede l’accesso ai nuovi trattamenti indipendentemente dal precedente ricorso e dall’effettivo utilizzo degli stessi nel primo semestre 2020.

La fruizione di queste ulteriori settimane è prevista nel periodo dal 13/07/2020 al 31/12/2020, e il messaggio INPS n. 3131/2020 chiarisce che i periodi di integrazione, già richiesti e autorizzati ai sensi delle precedenti disposizioni, che si collocano, anche parzialmente, in periodi successivi al 12 luglio 2020, sono automaticamente imputati alle prime nove settimane del nuovo periodo di trattamenti.

 A seguito delle modifiche apportate, dovranno essere prodotte due distinte domande: quelle per le prime 9 settimane (a totale carico dello Stato e sempre con causale COVID-19 nazionale) verranno parzialmente accolte, in attesa che le sedi territoriali dell’Istituto verifichino il rispetto del limite e lo rideterminino correttamente, ai fini dell’accoglimento completo delle stesse.

Le domande dei trattamenti per le successive 9 settimane saranno accolte solo se interamente autorizzate le precedenti, e previa verifica sul fatturato, poiché per queste è previsto un contributo addizionale pari a:

  • 9% della retribuzione persa dai lavoratori, se l’azienda, nel 1° semestre 2020, ha subito un calo del fatturato inferiore al 20% rispetto al 1° semestre 2019;
  • 18% della retribuzione persa dai lavoratori, se l’azienda non ha subito alcun calo di fatturato;
  • nessun contributo addizionale se l’azienda ha avuto un calo del fatturato pari o superiore al 20% oppure ha cominciato l’attività nel 2019.

Ai fini dell’assoggettamento o meno alla contribuzione addizionale, l’azienda deve allegare un’autocertificazione ex art. 47 del DPR n. 445/2000, in cui indicare l’eventuale riduzione di fatturato (le dichiarazioni mendaci sono soggette a conseguenze penali).

L’assenza dell’autocertificazione consente all’INPS di applicare la misura massima della contribuzione aggiuntiva.

Per quanto riguarda la CISOA, le aziende potranno presentare domanda per un ulteriore periodo di 50 giorni di trattamento per singolo lavoratore, per le riduzioni o sospensioni delle attività legate all’emergenza epidemiologica, per il periodo dal 13/07/220 al 31/12/2020, e anch’essi saranno computati ai fini del raggiungimento del requisito delle 181 giornate effettivamente lavorate nell’anno.

Anche in questo caso è previsto che i periodi di integrazione precedentemente richiesti e autorizzati ai sensi delle precedenti disposizioni di legge, che si collochino, anche parzialmente, in periodi successivi al 12 luglio 2020, sono imputati ai 50 giorni previsti dal decreto-legge n.104/2020. Tale trattamento non è soggetto a verifiche sull’andamento del fatturato aziendale.

Con riferimento alle previsioni dell’art. 1 del Decreto n. 104/2020, il messaggio INPS 3131/2020 chiarisce che i termini di presentazione delle domande CIGO, CIGD, ASO e CISOA  sono fissati entro la fine del mese successivo quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. In sede di prima applicazione, questo termine è fissato al 30 settembre 2020.

In caso di pagamento diretto dell’INPS, i datori di lavoro dovranno trasmettere i dati utili entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale, ovvero, se posteriore, entro il termine di trenta giorni dall’adozione del provvedimento di concessione. Anche in questo caso, in sede di prima applicazione della norma, il termine è stato fissato al 30 settembre 2020.

Al comma 7 dell’art. 1, il Decreto prescrive ai Fondi bilaterali alternativi, ex art. 27 del D.Lgs. n. 148/2015, di garantire l’erogazione dell’assegno ordinario con le regole stabilite per la CIGO, l’ASO e la Cassa in deroga. A tale scopo è previsto un’apposito stanziamento di 1.600 milioni di euro che saranno trasferiti ai Fondi con decreti congiunti di Ministero del Lavoro e dell’Economia.

L’art. 19 estende i trattamenti di CIGO e CIGD alle aziende che nel periodo 23/02/2020 – 30/04/2020 siano state costrette a sospendere l’attività poiché la maggior parte dei lavoratori è stata impossibilitata a raggiungere il luogo di lavoro perché residente\domiciliata in quei Comuni identificati come zone rosse nel periodo suindicato. La misura si applica limitatamente alle imprese operanti nelle Regioni Lombardia, Veneto o Emilia Romagna e le domande andranno presentate all’INPS entro il 15/10/2020.

L’art. 2 del Dl 104/2020, interviene anche sul trattamento di CIG in deroga per i lavoratori dipendenti iscritti al Fondo pensione sportivi professionisti, inserendolo nell’alveo generale della normativa sulla CIG in Deroga e  attribuendone all’INPS la competenza ad autorizzarne le domande. Viene salvaguardata la validità delle precedenti domande e relativi provvedimenti autorizzativi presentate alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano, come chiarito dall’INPS nel messaggio 3137/2020.

Il trattamento è previsto per un periodo di 9 settimane complessive (13 per Lombardia, Emilia Romagna e Veneto), e l’erogazione è riservata ai lavoratori dipendenti che nella stagione 2019/2020 abbiano percepito un compenso non superiore a euro 50.000,00 (sarà il datore di lavoro a dichiarare le retribuzioni) come indicato nel messaggio INPS n. 3131/2020.

L’art. 3 prevede l’esonero contributivo per i datori di lavoro privati che non richiederanno i trattamenti di integrazione salariale previsti dall’art. 1 del Decreto.

Sono esclusi dalla misura i datori di lavoro agricolo, mentre vi rientrano i datori di lavoro che abbiano fruito delle precedenti misure di integrazione salariale previste dal DL 18/2020.

E’ previsto l’esonero totale dei contributi c\azienda (ad esclusione dei contributi destinati alle prestazioni pensionistiche e dei contributi e premi dovuti all’INAIL) per massimo 4 mesi, entro il 31/12/2020 .

L’art. 6 introduce, l’esonero contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate successivamente alla pubblicazione del Decreto, ed entro il 31/12/2020.

L’esonero totale dei contributi a carico del datore di lavoro (ad esclusione dell’aliquota di computo per le prestazioni pensionistiche e dei contributi dovuti all’INAIL) è previsto per 6 mesi dalla data d’assunzione, per un importo massimo di euro 8.060,00 annui, riparametrati su base mensile, e cumulabile con altri benefici contributivi.

Dall’esonero è escluso il comparto agricolo e non è previsto né per l’assunzione di lavoratori domestici che apprendisti, nè di lavoratori che nei 6 mesi precedenti abbiano avuto un contratto a tempo indeterminato con la medesima impresa. E’ invece riconosciuto per le trasformazioni, successive alla pubblicazione del Decreto, dei rapporti di lavoro a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato.

L’art. 7 prevede l’esonero contributivo per le assunzioni con contratto di lavoro a tempo determinato o stagionale, nel settore turistico e negli stabilimenti termali. Anche in questo caso, l’esonero riguarda l’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro, con esclusione dell’aliquota di computo per le prestazioni pensionistiche e dei contributi e premi dovuti all’INAIL.

L’esonero ha una durata di 3 mesi dalla data d’assunzione, ed entro il 31/12/2020. In caso di conversione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, si accede all’esonero per le assunzioni a tempo indeterminato (art. 6). L’incentivo è subordinato all’autorizzazione della Commissione Europea.

L’art. 8 prevede la possibilità di rinnovare o prorogare di ulteriori 12 mesi i contratti di lavoro a tempo determinato, fermo restando la durata massima di 24 mesi, in deroga alle limitazioni di legge vigenti (art. 21 D.Lgs. n. 81/2015) anche in assenza delle condizioni di legge (art. 19, c. 1, D.Lgs. 81/2015).

L’art. 14 dispone la proroga dei divieti di licenziamenti individuali e collettivi per le aziende che fruiscano dei trattamenti di integrazione salariale o degli esoneri contributivi  normati dallo stesso Decreto.

Il divieto non opera per le aziende poste in liquidazione con cessazione totale dell’attività ovvero in presenza di accordo di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, sottoscritto con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, limitatamente ai lavoratori che vi aderiscano volontariamente.

L’art. 27 prevede la Decontribuzione per le aree svantaggiate del Sud Italia, con un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale, ed un prodotto interno lordo pro capite inferiore al 75% della media UE.

L’esonero contributivo è previsto nella misura del 30% dei contributi dovuti dai datori di lavoro privati (escluso comparto agricolo e domestici) con sede nelle Regioni come prima identificate. Restano esclusi dalla decontribuzione i premi e contributi dovuti all’INAIL e la contribuzione INPS destinata alle prestazioni pensionistiche .

L’art. 97 dispone ulteriori rateizzazioni per i versamenti sospesi per l’emergenza epidemiologica.

Per un importo pari al 50% i versamenti possono essere effettuati in unica soluzione entro il 16/09/2020, ovvero in 4 rate di pari importo, senza applicazione di interessi né sanzioni, con pagamento della prima rata entro il 16/09/2020.

Il restante 50% dei versamenti sospesi può essere rateizzato fino ad un massimo di 24 rate di pari importo, senza applicazione di sanzioni né interessi, con pagamento della prima rata entro il 16/01/2021.

L’art. 112 prevede, infine, il raddoppio della quota di welfare riconosciuto dalle aziende ai lavoratori dipendenti, che non concorre alla formazione del reddito imponibile, per il solo periodo d’imposta 2020.