PARCELLAZIONE DI STUDIO ELETTRONICA

Lo schema di funzionamento


Con l’entrata in vigore dell’obbligo di Fatturazione Elettronica la Pubblica Amministrazione non può più accettare le fatture direttamente dai fornitori. I fornitori devono inviare le loro fatture in formato XML al Sistema di Interscambio (SdI) che provvede a controllarle ed inoltrarle al competente ufficio, identificato tramite il codice univoco, assegnato dall'IPA, riportato in fattura. Sulla base dell'esito dell'inoltro della fattura elettronica, il SdI rilascia al soggetto che ha inviato la fattura una ricevuta di consegna, se l'inoltro ha avuto esito positivo, ovvero una notifica di mancata consegna, se l'inoltro ha avuto esito negativo.
Lo SdI si può, quindi, definire come un sistema informatico in grado di:


  • ricevere le fatture sotto forma di file con le caratteristiche della FatturaPA;

  • effettuare calcoli sui file ricevuti;

  • inoltrare le fatture alle Amministrazioni destinatarie.

Ogni documento in formato XML preparato, firmato e nominato nel rispetto delle regole previste, può essere inviato al Sistema di Interscambio utilizzando diversi canali di trasmissione. Tra questi quello gestito dal programma è l’invio tramite Posta Elettronica Certificata (PEC), per il quale non occorre alcun tipo di accreditamento preventivo da parte del fornitore presso il SdI.


Queste informazioni, come anche quella relativa alla data a partire dalla quale il servizio di fatturazione elettronica è attivo per le singole Amministrazioni, si possono recuperare dal sito www.indicepa.gov.it


Il modulo Parcellazione di Studio


Il modulo Parcellazione di Studio, integrato al resto degli applicativi della suite, supporta tutto il processo di produzione, invio, gestione e controllo dei documenti elettronici verso la Pubblica Amministrazione. In particolare, tramite un’apposita gestione è possibile:


  • generare le Parcelle Elettroniche in formato XML (eXtensible Markup Language), secondo il formato della FatturaPA predisposto sulla base le specifiche tecniche pubblicate sul portale www.fatturapa.gov.it;

  • visualizzare e controllare le Parcelle Elettroniche prodotte, utilizzando il foglio di stile fornito dal Sistema di Interscambio;

  • inviare le Parcelle Elettroniche al Sistema di Interscambio tramite una casella di Posta Elettronica Certificata (PEC), che può richiesta ai gestori presenti nell’elenco pubblico dei gestori di Posta Elettronica Certificata pubblicato sul sito dell'Agenzia per l'Italia Digitale;
  • archiviare e conservare in modo sostitutivo le Parcelle Elettroniche utilizzando l’apposito software per l’archiviazione Kivio, come espressamente richiesto dall’art. 3, comma 2, del D.M. del Ministro dell’Economia e Finanze 23 gennaio 2004.

La Normativa


A seguito del Regolamento n. 55/2013 (G.U. n. 118 del 22 maggio 2013), la Pubblica Amministrazione non può accettare fatture emesse o trasmesse in forma cartacea e procedere al pagamento, anche parziale, sino all'invio del documento in forma elettronica. Il divieto riguarda tutti i soggetti pubblici anche autonomi inseriti nel conto economico consolidato dello Stato ed individuati entro il 30 settembre di ogni anno nell'elenco pubblicato dall'ISTAT. Medesimi obblighi sono posti in capo alle amministrazioni statali.
Per “fattura elettronica” verso la P.A., rispetto a quanto contenuto nell'art. 21 del DPR n. 633/1972, si intende un documento in formato XML, sottoscritto con firma elettronica qualificata o digitale, che contiene il codice identificativo univoco dell'ufficio destinatario della fattura riportato nell'Indice delle Pubbliche Amministrazioni (c.d. IPA).
I tempi di attuazione previsti dal D.M. n. 55/2013, c.d. Regolamento (entrato in vigore il 6 giugno 2013), così come ricordato dalla Circolare n. 1 del 31 marzo 2014, sono i seguenti:


  • 6 giugno 2014, per le Amministrazioni Centrali “principali” (Ministeri ed Agenzie Fiscali) e per gli Enti nazionali di previdenza ed assistenza, come individuati nell'elenco pubblicato annualmente dall'ISTAT (l'ultimo elenco pubblicato in G.U. n. 227 del 28.9.2012);

  • 31 marzo 2015, per tutte le altre pubbliche amministrazioni (incluse quelle autonome) assoggettate all’obbligo di ricezione delle fatture elettroniche, ai sensi dell’art. 1, comma 209 della Legge n. 244/2007, ivi comprese le amministrazioni locali.

Alle scadenze sopra indicate, diventerà attuativo l'obbligo, da parte della P.A., di pagare solo ed unicamente le fatture elettroniche (emesse nel formato stabilito) secondo quanto espressamente disposto dall'art. 1, comma 210 della Legge n. 244/2007.
A decorrere dalle date precedentemente evidenziate, i fornitori (siano imprese ovvero lavoratori autonomi) dovranno emettere, trasmettere ovvero conservare elettronicamente le fatture destinate alla P.A.. La trasmissione delle fatture elettroniche, anche attraverso intermediari, dovrà avvenire mediante l'utilizzo del Sistema di Interscambio (c.d. SdI), gestito dall'Agenzia delle Entrate per il tramite della Sogei.


L’art. 25 del D.L. n. 66/2014 ha stabilito che le fatture elettroniche che saranno emesse nei confronti delle P.A. dovranno contenere oltre al codice IPA che identifica la P.A.:


  • il Codice Identificativo di Gara (CIG), tranne i casi di esclusione dall’obbligo di tracciabilità di cui alla legge 13 agosto 2010, n. 136; tra le esclusioni rientrano, quindi, quelle fatture emesse a seguito di un’operazione che non risulta qualificata come appalto;

  • il Codice Unico di Progetto (CUP), in caso di fatture relative a opere pubbliche, interventi di manutenzione straordinaria, interventi finanziati da contributi comunitari e ove previsto ai sensi dell’articolo 11 della Legge 16 gennaio 2003, n. 3.

Nei casi in cui i fornitori della PA non riportino il CIG ovvero il CUP le P.A. non procederanno al pagamento delle fatture elettroniche trasmesse.